L'antica Raccuyae

 

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La città    CAP  98067        Prefisso 0941        Quota slm. 642 ml        Distanza Capoluogo 104 Km        Abitanti 1671

Raccuja, l'antica Raccuglia, sorge lungo la rotabile per San Piero Patti, a 642 metri sul livello del mare, fra Ucria e Sinagra.

L'abitato è tutto fra la chiesa madre e il Castello, con le sue vie strette e tortuose, fiancheggiate da case in gran parte ristrutturate, e riposanti in una ricca flora di noccioleti e di oliveti, e coi suoi vicoli angusti e a scalinate, che ci richiamano ai tempi del munifico conte Ruggero, quando il paese fu dotato del Monastero di San Nicolò del Fico.

Ma i forestieri, che oggi visitano Raccuja, oltre a godere della ricchezza di verde, del silenzio e della suggestività della vallata, possono ammirare le numerose e pregevoli opere di scultura custodite nelle chiese, come pure, rifuggendo da questo nostro tempo, non possono non volgere uno sguardo agli avanzi del Castello e soprattutto, ai ruderi del Monastero di San Nicolò del Fico, che costituiscono il segno più tangibile dello storico passato del centro abitato, e nello stesso tempo, un validissimo mezzo di richiamo alle eroiche gesta del conte Ruggero: gesta che a volte rasentano la leggenda, e che trovano una delle più alte espressioni nella battaglia "del Fico" la quale, anche se conclusasi con numerosissimi morti e feriti, segnò una delle tappe più decisive nelle lotte di liberazione della nostra Isola dal dominio Saraceno.

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La Storia

Raccuja fu fondata dal conte Ruggero, il quale, dopo la sanguinosa battagli contro i Saraceni, combattuta nella vallata "del Fico", dove oggi sorge l'abitato, fece erigere un Monastero, con relativa chiesa, a cui diede il titolo di San Nicolò del Fico, e di cui oggi non restano che ruderi.

In epoca feudale, Raccuja conobbe 21 Signori.

Raccuja fu sede di quattro comunità religiose: i Monaci Basiliani, che dimorarono nel già citato Monastero di San Nicolò del Fico, e che ci tramandarono i cosiddetti "Codici Raccuiesi", e cioè svariate copiature di antichissime opere di scrittori latini e greci, i Minori Osservanti, che vivevano di elemosine, di qualche lezione impartita ai figli delle persone più facoltose, e del lavoro dei Frati laici in un grande appezzamento di terreno, che sorgeva attorno al Convento; i Carmelitani Calzati, che vivevano dei proventi delle Messe in suffragio dei defunti, di elemosine e di rendite di alcune proprietà, ed il cui Convento, custodiva una Biblioteca, le suore di San Benedetto, il cui Monastero era un Educandato Femminile.

Dopo il crollo del regime feudale, Raccuja diventò Capoluogo di Mandamento, con sede di Pretura e di Ufficio di Registro, e con giurisdizione sui comuni di San Piero Patti e di Ucria. La Pretura fu soppressa una ventina di anni fa, mentre l'Ufficio Registro sopravvisse ancora per quattro o cinque anni.

Raccuja ha dato i natali a Nicolò Serpetro, scienziato, filosofo, letterato, Sacerdote, Cavaliere. Fu discepolo del celebre filosofo Tommaso Campanella, abilissimo nello scrutare i segreti arcani della natura, ammirevole per la sua memoria, che gli consentiva di ripetere, parola per parola, un volume letto. Dettava nel medesimo tempo, a quattro amanuensi, cose diverse. E' conosciuto per aver pubblicato un libro di Storia Naturale, intitolato "Il Mercato delle Meraviglie", ovvero "Historia Naturale".

Un altro illustre figlio di Raccuja, è Francesco Catena, filosofo, scrittore e poeta. Fu procuratore Fiscale della Regia Gran Corte, e studioso delle opere di Tommaso d'Aquino. Pubblicò un lavoro sull'origine dell'anima e svariatissime Canzoni Siciliane Burlesche e Sacre, che si trovano raccolte in un'opera, intitolata "Galeno".

Altri Raccuiesi illustri sono: Giovanni de Guidara, Abate del Monastero di San Nicolò al Fico, uomo di grande cultura, umanista e celebre predicatore, di cui ci restano i già menzionati codici; Nicolò Lipso, che fiorì soprattutto per gli studi dell'Eloquenza e della poesia italiana e che rivelò la ricchezza del suo impegno, attraverso numerose opere, fra cui "Delle esequie di Cristo Gesù Redentore"; Ruffino Scaciotto, umanista, filosofo e teologo, autore di varie opere, di cui la principale è "Corona della Santissima Vergine"; Santi Lisi, giurista e grecista, Assessore Militare, sindaco di Raccuja, Giudice della Pretura di Raccuja e di Sant'Angelo di Brolo, Consigliere Distrettuale di Patti, promotore dell'introduzione del granoturco in tutta la zona dei Nebrodi, autore di una traduzione dal greco delle "Orazioni di Ippocrate Ateniese", e di "Piano di educazione e Pubblica Istruzione"; il gen. di corpo d'armata Michele lisi Natoli, eroico combattente delle guerre di Libia e del 1915 - 18; l'ins. Rosario Busacca.

Oggi Raccuja ha il gen. Basilio Cottone, Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, il quale recentemente, per iniziativa del sindaco ins. Giuseppe Cugno, ha ricevuto, nella sala consiliare del Comune, una Medaglia d'Oro, in segno di stima e di simpatia di tutta la cittadinanza Raccuiese, per l'alta carica che egli occupa in seno alle Forze Armate.

 

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Arte e cultura

Monumenti - Nella parte bassa del paese, la Chiesa Madre, dalla bella sagoma barocca, domina un lungo tratto di vallata: un bel paesaggio, in cui la varietà delle colture, è tutta una fantasmagoria di verde, dalle più marcate alle più tenue sfumature.

La chiesa madre è dedicata a Santa Maria di Gesù, ed è della prima metà del Cinquecento.

l'interno del tempio, a tre navate, con arcate di stile romanico, sorrette da colonne monolitiche in pietra, con capitelli corinzi finemente lavorati, custodisce, fra l'altro, il dittico in marmo della madonna Annunziata, insigne lavoro della scuole del Gagini secondo alcuni, e del Montorsoli secondo altri, le due statue in marmo di San Sebastiano e di Santa Maria di Gesù, entrambe con basi artisticamente istoriate, con raffigurazioni del Martirio del Santo e della Natività, scolpite, secondo l'Astone, dal Bonanno, e secondo altri, dalla scuole del Gagini, ma senza escludere che le due bellissime statue possano essere attribuite alla scuola del Gagini, in quanto il Bonanno, Raccuiese, avrà potuto far parte di quella prestigiose Scuola; due sarcofaghi in marmo, di discreta fattura, uno dei quali porta l'anno di costruzione (1601), e il nome della persona in esso sepolta (il nobile Girolamo Giambruno).

Poi c'è la chiesa di San Pietro e Paolo, ora in disuso, costruita quasi nella stessa epoca di quella di Santa Maria di Gesù.

Il tempio, anche se ridotto a due navate, è tuttora ammirevole, nei suoi due stili architettonici (gotico e romano), ed è un vero peccato che sia stato chiuso al culto.

Altra chiesa da segnalare, è quella dei Minori osservanti, che sorge in mezzo al cimitero.

All'esterno, è adorna di un magnifico portale di stile barocco, mentre all'interno è tutta rivestita in conci di pietra da taglio, con lesene finemente scolpite, e sormontate da capitelli corinzi. bellissima la parte centrale, con l'altare maggiore, quattro nicchie laterali, e un cornicione, anch'esso scolpito in pietra.

Nella parte alta, l'abitato fa capo all'antico Castello, di origine incerta pare che sia stato fondato intorno all'anno 1000, dal Gran Conte Ruggero d'Altavilla, dopo che il valoroso condottiero ebbe riportato vittoriosa battaglia contro i Saraceni. Nello stesso luogo in segno di ringraziamento, fece erigere l'Abbazia di San Nicolò de la Fico affidandola ai monaci Basiliani e, a difesa di quei luoghi, costruì una maestosa fortezza, oggi, denominata "Castello Branciforti".

Il Castello dell'antica Raccuyae fu costruito in un punto strategico del territorio in quanto consentiva il controllo della fiumara.

nel tempo l'aspetto della struttura è stata modificata; la testimonianza di ciò è data dalle diverse parti architettoniche che fanno presumere tre fasi epocali: la fase Normanna; la fase medievale; la fase Rinascimentale.

Le modifiche strutturali del Castello sono conseguenza di varie destinazioni d'uso così, da iniziale costruzione con funzione difensiva si è andata trasformando in palazzo nobiliare.

La costruzione occupa un'aerea di forma rettangolare di Mt. 50 x 27 e si svolge su due piani messi in comunicazione da uno scalone in un'unica rampa.

Negli ultimi secoli è stato adibito a carcere mandamentale e, a tale scopo, la torre di nord - ovest è stata utilizzata fino agli anni 60.

Attraverso un portale manieristico in Arenaria, sovrastato dallo stemma di casa Branciforti - Lanza, si accede al primo piano del Castello. L'ampio salone centrale è arricchito dall'aristocrazia semplicità di un camino riquadrato in arenaria e presenta un'interessante copertura, ripresa dall'antica volta ad incannucciato.

Oggi l'edificio è stato restituito all'antico fasto da un accurato restauro; lo stretto cunicolo e la fuga d'archi che corre lungo tutto il corpo dell'edificio conducono il visitatore in un misterioso viaggio a ritroso nel tempo.

parte del primo piano è stato adibito a Biblioteca Comunale.

Zone Archeologiche - 

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Manifestazioni

"Estate Raccujese" (agosto); 

Mostra dell'artigianato locale (settembre); 

Festa patronale dell'Annunziata (21 settembre).

 

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Prodotti Tipici

Agricoli: Cereali, olive, nocciole, prodotti caseari.
Allevamento: Ovini, bovini, suini. 

 

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Trasporti

Autolinee: Messina, stazione di Patti.
Ferrovia: Ferrovia: A Km. 30 stazione di Piraino (linea Palermo - Messina).

 

 

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Numeri Utili

Municipio:

p. Municipio - tel. 0941-663349 - fax 663507.

 

Postali:
v. Nazionale - tel. 0941-663057.

 

Guardia Medica:
v. Umberto - tel. 0941-663202.

 

Carabinieri:
Comando stazione, v. Picardo, 1 - tel. 0941-663048.

 

 

 

 

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News

 

 

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